A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Ruben Buriani, doppio ex di Napoli e Milan: “Napoli-Milan è una partita molto importante per la lotta scudetto. L’Inter ha sei punti di vantaggio e ha tutto in mano, può anche permettersi un passo falso. Se però le inseguitrici vincono e l’Inter sbaglia, si aprono scenari interessanti. È tutto ancora da giocare, anche perché ci sono in ballo pure i posti Champions. Ho ricordi bellissimi di Napoli e Milan. Sono due società importanti, due realtà che rappresentano l’immagine del calcio italiano. Aver indossato entrambe le maglie è motivo di grande orgoglio. La nazionale? Sono sedici anni che diciamo che bisogna cambiare, ma non cambia mai nulla. Il problema nasce dalla base: se non lavori sui settori giovanili e non tiri fuori giocatori italiani, diventa difficile anche per il commissario tecnico. Oggi ci sono squadre con pochissimi italiani e questo si riflette inevitabilmente sulla nazionale. Una volta c’era tanta concorrenza tra attaccanti italiani, tanti facevano venti gol a stagione. Oggi facciamo fatica a trovarne uno. Manca qualità, manca fantasia, manca il giocatore che salta l’uomo. Si preferisce spesso il fisico alla tecnica, mentre i giovani andrebbero coltivati con pazienza. Arrivano campioni magari a fine carriera, ma il problema resta la formazione. Bisogna costruire da lì, altrimenti non si riparte mai davvero. Sfida Modric-De Bruyne? A centrocampo Napoli-Milan sarà anche la sfida tra giocatori di grandissima qualità come Modric e De Bruyne. Possono fare la differenza, perché sono campioni che alzano il livello. Il problema è che quando andiamo in Europa vediamo che gli altri corrono di più, hanno ritmi più alti, e noi facciamo fatica. Per competere serve alzare l’intensità e la qualità del nostro calcio”.
di Redazione
03/04/2026 - 20:25
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Ruben Buriani, doppio ex di Napoli e Milan: “Napoli-Milan è una partita molto importante per la lotta scudetto. L’Inter ha sei punti di vantaggio e ha tutto in mano, può anche permettersi un passo falso. Se però le inseguitrici vincono e l’Inter sbaglia, si aprono scenari interessanti. È tutto ancora da giocare, anche perché ci sono in ballo pure i posti Champions. Ho ricordi bellissimi di Napoli e Milan. Sono due società importanti, due realtà che rappresentano l’immagine del calcio italiano. Aver indossato entrambe le maglie è motivo di grande orgoglio. La nazionale? Sono sedici anni che diciamo che bisogna cambiare, ma non cambia mai nulla. Il problema nasce dalla base: se non lavori sui settori giovanili e non tiri fuori giocatori italiani, diventa difficile anche per il commissario tecnico. Oggi ci sono squadre con pochissimi italiani e questo si riflette inevitabilmente sulla nazionale. Una volta c’era tanta concorrenza tra attaccanti italiani, tanti facevano venti gol a stagione. Oggi facciamo fatica a trovarne uno. Manca qualità, manca fantasia, manca il giocatore che salta l’uomo. Si preferisce spesso il fisico alla tecnica, mentre i giovani andrebbero coltivati con pazienza. Arrivano campioni magari a fine carriera, ma il problema resta la formazione. Bisogna costruire da lì, altrimenti non si riparte mai davvero. Sfida Modric-De Bruyne? A centrocampo Napoli-Milan sarà anche la sfida tra giocatori di grandissima qualità come Modric e De Bruyne. Possono fare la differenza, perché sono campioni che alzano il livello. Il problema è che quando andiamo in Europa vediamo che gli altri corrono di più, hanno ritmi più alti, e noi facciamo fatica. Per competere serve alzare l’intensità e la qualità del nostro calcio”.